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Aspromobile è un progetto di educazione ambientale che, a partire dal Geosito di Roghùdi, racconta e promuove un territorio nei suoi aspetti paesaggistici e nelle sue tradizioni.

Il sito, caratterizzato dalla Rocca del Drako e dalle Caldaie del Drako, delinea un profilo in cui arte e scienza trovano un loro punto di fusione, traducendo una scena territoriale in teatro.

È, infatti, la forma di un teatro itinerante a caratterizzare l’intero progetto attraverso uno spettacolo di burattini che racconteranno la storia geologica dell’Aspromonte.

Si tratta di un teatro che viaggia all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte: lungo sentieri ed habitat forestali, nelle piazze, nei centri visita, nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, nei focolari domestici.

 

Il progetto promuove e redige dei materiali utili alla fruizione del paesaggio anche, e soprattutto, ad una utenza più sensibile (disabilità visiva e motoria) attraverso l’ausilio di libri interattivi con scrittura sia in nero che in braille e dispositivi audio e audio-visivi.

 

La struttura narrativa si compone di racconti che pongono l’attenzione sulle tradizioni e sull’identità del territorio nella sua storia naturale e culturale.

Si tratta di un copione scritto in lingua italiana con inserzioni in dialetto moderno e in lingua grecanica che, nel tentativo di restituire magia ai racconti, porta con sé la volontà di far tornare all’orecchio l’eco delle radici del luogo. Tra gli obiettivi fondanti del progetto vi è, infatti, la salvaguardia, la conservazione e la divulgazione della lingua autoctona greco-calabra (tutelata dalla legge 482/1999 del Governo Italiano).

 

Il testo è caratterizzato da tre scene che narrano i tempi geologici della Calabria, una storia locale che inevitabilmente assume caratteri globali legandosi agli obiettivi del progetto Aspromonte Geopark, che inserisce il Parco Nazionale dell’Aspromonte nella rete globale dei Geoparchi Unesco.

Un’attività intrapresa dall’Ente Parco, coordinata dal Direttore Sergio Tralongo che fin da subito ha creduto e investito nelle risorse del territorio, con l’invito a fare ognuno la propria parte, come il piccolo colibrì africano che, con la sua gocciolina d’acqua, correva a spegnere l’incendio nella foresta pensando di fare bene la sua parte mentre tutti gli altri animali scappavano.

 

Con il progetto Aspromobile il comune di Roghudi insieme all’associazione O arthammò tis ergasià si sono impegnati ad accogliere questo invito e questo esempio, nutrendo la speranza che questa forma di teatro itinerante sia capace di restituire l’immagine di un Aspromonte che vuole andare incontro alla sua gente, spezzando le attese e accorciando le distanze.

Calabria migrante

Lo Stretto danzante

L’Aspromonte rampante